E CHE PAUSA SIA

Faccio parte del gruppo Sintonia, che  è centro di ascolto e di distribuzione di pacchi settimanali come aiuto per le famiglie bisognose.

La maggior parte (circa 180) ritira il pacco al sabato e questa attività non si ferma neppure in agosto, nè a Natale o Pasqua. E’ costante l’aiuto  di vari volontari e anche degli stessi “ospiti ” della Parrocchia. Viene utilizzata  la fornitura del Banco alimentare e  quanto arriva dai supermercati, dopo la chiusura serale. Alcune famiglie ricevono anche un aiuto giornaliero.

Altre con bambini  piccoli vengono divisi in due gruppi, ogni mercoledì e venerdì pomeriggio.Dopo aver provveduto al controllo delle disponibilità (e quindi se è il caso, dopo aver fatto spesa) iniziamo  a ricevere queste mamme e papà iscritti al gruppo; oltre ad ascoltare i loro problemi di varia natura, consegnamo  il pacco settimanale di aiuti alimentari, cerchiamo di soddisfare le loro  richieste di vestiti e guardaroba in genere (lenzuola, coperte, biancheria per la casa).

Con la fine di giugno sospendiamo invece la distribuzione del mercoledì e del venerdì  perchè fra le ferie e altri impegni diversi volontari non possono garantire la loro presenza che riprenderà a settembre; verso la fine di agosto, anzi, si deve verificare che tutto sia pronto per ripartire, con il guardaroba aggiornato e con la dispensa rifornita. Con la generosità di tanta gente che sa dell’attività di Sintonia, si riescono anche a trovare carrozzine, lettini, valigie o ad indirizzare verso i vari mercatini dell’usato attivi in città.
Pastina,omogeneizzati, biscotti, pannolini, latte in polvere e UHT devono essere disponibili per integrare il pacco alimentare “standard” che, a seconda del momento, contiene: pane, pasta,riso,latte,farina,formaggi, verdura o frutta, qualche volta olio e quanto disponibile presso il Banco alimentare.

Siamo noi volontarie che provvediamo ad acquistare i prodotti specifici per bambini, recuperando il denaro necessario con la vendita di torte. Oltre a ciò, utilizziamo  anche la carta beneficienza fornitaci dal locale supermercato CONAD e che abbiamo distribuito negli anni scorsi chiedendo l’appoggio dei parrocchiani.
Qualche tessera si deve essere dispersa, perchè ultimamente viene poco utilizzata e così le nostre risorse per la spesa scarseggiano.
Approfitto del blog, per informare che  chiunque lo desideri può versare una parte dei propri punti tessera Conad sulla carta solidarietà intestata a SINTONIA, Parrocchia di San Pellegrino. ecco qui

carta CONAD sintonia a colori
carta insieme n. 0205002104491
E se qualcuno  può avere  2 ore  di tempo libero alla settimana , se si rivolge in Parrocchia possiamo suggerire come impiegarlo.

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riciclo

tappi riciclo

parte prima.

Sono diventata un poco maniaca del riciclo, rischio di non buttare via neppure le cose davvero inutili ( o che comunque io non riuscirei ad usare).
Già sul balcone di casa, quello vicino alla cucina, ormai non c’è quasi più posto per altro se non per i bidoni della differenziata: carta e cartoni, plastica, vetro, umido. E a volte confesso che diventa difficile scegliere quale bidone è corretto per un certo rifiuto, o se essendo un poco unto debba seguire la strada dell’indifferenziato.

Per fortuna una settimana fa mia nipote V  mi ha chiesto, vedendo una scatola di cartone: “nonna facciamo un castello?”   Ero al settimo cielo. Quasi tutta mattina siamo state impegnate  a unire cartoni di corn flakes, tubi di scottex-casa e di carta igienica, al altri  parti di scatoloni e abbiamo composto un castello magnifico, unendo tutto con lo scotch di carta.   Ho tenuto da parte in bella mostra il castello fino al pomeriggio, pensando che avrei potuto unirlo più saldamente con la colla a caldo e poi magari un altro giorno V. si sarebbe divertita a dipingerlo. Nel pomeriggio sono andata con  V. al parco, poi mia figlia dopo il lavoro è passata a prenderla per portarla a casa.

Quando sono ritornata in casa mia, del castello non c’era traccia. Mio marito aveva messo in ordine la sala, spostando il castello….. in un cestino.

parte seconda.
Essendo appassionata di cucito, cerco di dividere con attenzione i vestiti che si possono donare in parrocchia per il guardaroba dei “poveri” da quelli che è meglio conoscano un’altra vita.
E allora ecco che tengo bottoni, cerniere, nastri e scucio camicie e vestiti per farne stracci o per farne borse da spesa.
Altri indumenti sani, di taglie però che non sono richieste al guardaroba, provvedo a infilarli in scatoloni, perchè potrei sempre riuscire a fare un mercatino.
Ed ecco che accumulo. Ho iniziato a tenere tutto in una stanza che era camera da letto di mia figlia, prima di sposarsi. La chiamavo ( e la chiamo ancora) la stanza degli orrori.
Da allora, sono riuscita a riempire   mezzo garage, con grande disappunto di mio marito e mio figlio
Ma questa è un’altra storia.

Ciao mondo!!

Buongiorno a tutto il mondo.
Sono Paola, ho 4 figli e mi cimento per la prima volta in un blog.
Seguo anche io diversi blog e differenzio a seconda dell’umore.
Mi piace cucire, cucinare, creare oggetti manualmente, riciclare, sperimentare, giocare sul Mac a Freecell , Parole Puzzle o altri solitari.
Fatico a buttare oggetti che sembrano inutilizzabili, vestiti vecchi, pentole in soprannumero, carte e cartoni che potrebbero diventare castelli da costruire insieme ai miei 6 nipotini.
Mi piacerebbe partecipare ai mercatini dell’usato, ma trovo complicato organizzarmi, non ho molto seguito in famiglia. Ho partecipato solo una volta, ma ho il garage pieno di cose da riutilizzare.
E’ da tanto tempo che desideravo aprire un blog, per mettermi alla prova.
Opero nel volontariato ed è per questo che ho chiamato il blog Sintonia e dintorni.

Ho iniziato dal 2002, nello stesso tempo in cui uno dei miei figli è partito per la Spagna per un anno di volontariato europeo, in una associazione di disabili.

Qui nella mia città era iniziato già da un po’ di tempo un servizio di accoglienza in parrocchia di persone in difficoltà, in maggior parte extracomunitari dell’est, Ucraini, Giorgiani, Rumeni . Ho dato la mia disponibilità per aiutare.
Ricordo che i primi tempi preparavamo circa una ventina di sacchetti di alimenti e altrettanti di indumenti e lenzuola usati. Ora siamo sull’ordine di 200. E in maggior parte di tratta di Nigeriani, Ghanesi , Marocchini.

Ne è passata di acqua sotto il ponte, sono cambiate le condizioni delle persone che sono state seguite, molte hanno trovato lavoro (soprattutto badanti), e hanno lasciato in me esperienze e ricordi importanti.

Ma è sempre più duro andare avanti, perchè nella mia vita sono abituata a risolvere i problemi che incontro, organizzando e gestendo le situazioni.

Invece, vedere dopo tanti anni che il problema delle povertà è sempre più attuale, mi toglie energia.